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Locandine del cortometraggio “The Call”, con John Malkovich e Naomi Campbell prodotto dalla agenzia di pubblicità Leo Burnett. Il progetto, disponibile esclusivamente in rete, è stato lanciato per conto di una delle più note case mondiali produttrici di pneumatici.

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Il ruolo del project manager nei progetti di localizzazione

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Nella prima tabella vengono presi in esame 18 tipi di prodotto o servizio evidenziati in base ai vari settori.

Osservando i dati della ricerca, si nota che settori come quello finanziario e medico sono quelli per i quali il pubblico più facilmente si aspetta che le informazioni vengano comunicate nella lingua del paese in cui si vendono i prodotti. Anche per prodotti più sofisticati e con caratteristiche tecniche più complesse la percentuale è alta. I settori con la percentuale più bassa sono quelli dello sport e delle attrezzature per praticarlo. D’altronde, sottolinea giustamente l’autore, basta pensare al tipo di prodotti in questione e si capisce la ragione di questi risultati. È sicuramente più pratico leggere le istruzioni e informazioni su un telefonino nella propria lingua mentre per quello che riguarda un attrezzo sportivo, un pallone per esempio o una racchetta, questa necessità diminuisce parecchio.

La seconda tabella invece illustra l’aspettativa dei consumatori di varie regioni o aree linguistiche di ricevere le informazioni sui vari prodotti nella propria lingua madre.

Come si può facilmente notare, anche prendendo in considerazione solo la media di tutti gli intervistati delle aree linguistiche, l’81% pensa che se una società vuole vendere qualcosa deve “rivolgersi” ai consumatori nella lingua madre di questi ultimi. Questo è ancora più evidente per esempio per aree come quella asiatica, di grande interesse ormai per tutte le aziende.
Di solito quando si parla di localizzazione ci si riferisce principalmente a prodotti software e siti web. In realtà è già localizzazione anche la traduzione di stringhe di un macchinario industriale o di un manuale di istruzione (magari impaginato con un programma di grafica). Dal punto vista pratico il primo passo della localizzazione è l’internazionalizzazione  che in pratica significa partire da file, per esempio, che permettano la gestione multilingua. Un primo esempio pratico di internazionalizzazione è l’assegnazione di font opentype nei documenti da tradurre . Infatti, uno dei problemi più frequenti in fase di localizzazione è sostituire caratteri che non possono essere supportati nel passaggio da una lingua all'altra, mentre tali font permettono di mantenere lo stesso carattere in pratica in qualsiasi lingua. Il secondo esempio pratico è la verifica che il campo ove deve essere inserito del testo abbia uno spazio variabile . Infatti ogni lingua ha un differente sviluppo : ci sono lingue che occupano più o meno spazio. Un chiaro esempio: lo stesso concetto verrà espresso in lingua inglese occupando sicuramente uno spazio inferiore rispetto alla lingua italiana. Se i campi dove inserire il testo hanno spazi fissi, molto probabilmente l’unico modo per esprimere lo stesso messaggio in altre lingue più “prolisse” sarà quello di inserire delle abbreviazioni. È una delle soluzioni che spesso viene adottata per risolvere questa problematica, ma esiste il forte rischio che alla fine il messaggio risulti quasi incomprensibile. Di solito quindi è consigliabile partire da file già adattati al processo di localizzazione.

La localizzazione significa appunto adattare alle realtà locali il prodotto o testo. Sono necessarie conoscenze linguistiche e dell’argomento, ma non solo. In questi progetti si gestiscono diversi tipi di programmi e ambienti. Darò una breve panoramica sia della localizzazione software/siti web che di quella che coinvolge anche attività di grafica o Desktop Publishing in ambiente MAC o Windows. Per gestire bene tutti questi passaggi è sempre più fondamentale l’utilizzo di strumenti di traduzione assistita (CAT). Il loro scopo è agevolare il più possibile la traduzione e restituire nel modo più semplice e veloce possibile dei file in lingua target pronti per l’uso. La realtà globale da cui la localizzazione nasce ne influenza anche i ritmi che quasi sempre sono rapidissimi per non dire frenetici. Se infatti, non è una novità  che un cliente chieda una traduzione in tempi rapidi, la globalizzazione, lo sviluppo di internet, la diffusione dell’utilizzo di posta elettronica e di programmi VoiP, che agevolano la trasmissione delle informazioni, hanno ulteriormente accelerato i tempi anche di questa attività. I tempi poi spesso sono legati al lancio dei prodotti nei vari paesi che certo non vengono stabiliti in base ai tempi del progetto di localizzazione. Al contrario, di solito accade il contrario, una volta più o meno pronto il prodotto e stabilito il lancio in un determinato mercato si richiederà la localizzazione entro tale data. Molto spesso poi non si tratta di un mercato alla volta, ma soprattutto per le multinazionali solitamente il lancio avviene in più paesi contemporaneamente.

Il numero di soggetti coinvolti in un progetto di localizzazione è variabile. Sicuramente è necessario un traduttore o un team di traduttori. Programmatori o web designer si occuperanno di reimportare il testo tradotto. Poi servirà l’attività di uno o più revisori per verificare l'aspetto linguistico. Infine sono necessari delle persone che si occupano del testing ossia del funzionamento del programma con la nuova interfaccia. Possono essere anche impiegati dei grafici che si occupino dell’impaginazione in lingua di documentazione collegata al progetto (confezioni, scatole, manuali, ecc...). Non sempre il supporto di tutti questi collaboratori è necessario.
Sicuramente invece una delle figure imprescindibili per questa attività è il Project Manager che segue il progetto dall’inizio alla fine con un ruolo di gestione operativa. È il responsabile unico della valutazione, pianificazione e realizzazione di un progetto.
I compiti che deve svolgere un Project Manager per il successo del progetto sono operativi, cioè legati alle metodologie, agli strumenti e alle tecniche di lavoro per la realizzazione del progetto e relazionali, cioè concernenti le dinamiche interpersonali e di comunicazione. La formazione del Project Manager richiede, oltre che un esperienza sul campo, competenze linguistiche, oltre ad una forte capacità di problem solving, spiccate caratteristiche di leadership ed grandi doti comunicative. Continua...

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