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Il ruolo del project manager nei progetti di localizzazione

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I CAT
I programmi di traduzione assistita (programmi CAT - Computer Assisted Translation) servono fondamentalmente a non tradurre due volte lo stesso segmento di testo.
L’utilità di questi programmi si riscontra soprattutto nei testi tecnici (manualistica, brochure, cataloghi di prodotti). Molto spesso i manuali riguardano nuove versioni o modelli di prodotti già esistenti e per i quali sono già stati scritti (e tradotti) manuali, istruzioni, ecc…Raramente, infatti, all'uscita di un nuovo prodotto si decide di riscrivere ex-novo le brochure che lo descrivono, i manuali tecnici e tutto il materiale senza riutilizzare, almeno in parte, il materiale già esistente, realizzato per un precedente modello.
Da un modello all’altro ci sono quasi sempre differenze nelle caratteristiche del prodotto, ma molto spesso le varianti siano circoscritte solo ad alcune opzioni o valori. In questi casi, l'utilizzo di un programma di traduzione assistita è una vera manna (vedi Case History)!
I prodotti sono lanciati sempre più spesso istantaneamente e anche per questo motivo l’attività di traduzione deve essere sempre più immediata. L’utilizzo di un CAT permette di aumentare la velocità di esecuzione delle traduzioni. Nel caso di file di grafica ne accelera anche il processo di impaginazione, eliminando operazioni superflue e rendendo automatici processi che altrimenti dovrebbero essere fatti  e rifatti manualmente. In altre parole parafrasando una brochure che pubblicizza uno di questi CAT “accelera il time-to-market”.
Inoltre il CAT garantisce una maggiore qualità e uniformità dei contenuti secondo i criteri di qualità del cliente e ne agevola anche la conformità secondo requisiti legali.
I vantaggi economici e il risparmio di tempo sono notevoli. Inoltre l’utilizzo di questi programmi permette la gestione di file esportati da programmi di grafica e in altri programmi che non consentono una gestione "semplice" come quella di Word (ad es. i file XML, HTML e i file rc….).
Presento ora una tabella che elenca alcuni dei principali CAT in uso oggi e ne riassume le principali caratteristiche.


CAT

Possibilità esportazione memoria

Gestione Terminologia e glossari

Editor

Possibilità allineamento

Wordfast
www.wordfast.net

Tmx

integrato completamente in MS Word

Dejavu
www.atril.com

Txt, Access, Excel, Tmx, ecc

Multilingue, Lexicon

Editor proprio

Transit
www.star-solutions.net

Tmx

Multilingue, TermSTar

Editor proprio

Trados
www.trados.com

Tmx,txt

Multilingue, MultiTerm

Word; per file taggati (tipo
html, ...): Tageditor

Across
www.Across.de

Tmx

Mulltilingue, CrosseTerm

Editor proprio

Tutti questi programmi CAT presentano alcuni elementi in comune che la tabella evidenzia. Tutti i CAT hanno sostanzialmente tre ambienti o applicazioni principali. La prima applicazione, che possiamo definire quella principale, è la Memoria di traduzione o banca dati (nel caso di Trados viene chiamata appunto Workbench).


(schermata di Workbench)

La Memoria di traduzione memorizza tutti i segmenti di testo e le relative traduzioni. Si può partire da una memoria vuota. In questo caso, in particolare, sarà possibile semplicemente memorizzare tutti i segmenti del testo durante la traduzione e, a mano a mano che si procede, le traduzioni effettuate verranno riproposte se s’incontreranno dei testi che si ripetono. La memoria di traduzione raggruppa coppie di segmenti in due lingue. Un segmento corrisponde a una porzione di testo. Spesso il segmento coincide con quella che in grammatica viene definita proposizione, ma non sempre. La natura di un segmento dipende essenzialmente dal tipo di testo (per una lista, ad esempio, il segmento coinciderà con l'elemento della lista) e molto spesso è influenzata dalla punteggiatura e dalla formattazione del testo (in particolare dagli a capo).
Le unità di traduzione corrispondono alle coppie di segmenti. Lo scopo di Trados come di tutti i programmi di traduzione assistita è di recuperare le unità di traduzione già esistenti da utilizzare durante la traduzione di nuovi testi.
Si può anche importare una memoria precedentemente creata al fine di recuperare un maggior numero di segmenti di testo uguali. Come si nota infatti nella tabella tutti i CAT hanno la possibilità di esportare. Tra l’altro col passare del tempo si sta cercando di rendere compatibili i formati di esportazione. Infatti, si vede sempre nella tabella che tutti i CAT presi in esame consentono di esportare in formato tmx.
Le memorie di traduzione dunque possono proporre delle traduzioni già eseguite in passato. Sia chiaro infatti che non si tratta di programmi di traduzione automatica né corrispondono a un dizionario predefinito che si può consultare. I CAT prevedono sempre la verifica del traduttore. Per questo motivo di solito le tariffe dei traduttori vengono suddivise in fasce. I termini o segmenti nuovi vengono pagati al 100%, una serie di segmenti termini che invece presentano una somiglianza con segmenti precedentemente tradotti (un recupero di traduzione dal 50% al 99%) viene di solito pagato dal 50% al 60% della tariffa a parola, le repetitions e i 100%, ossia i segmenti o i termini che si ripetono all’interno del testo e quelli che sono identici a quelli tradotti in passato vengono pagati al 30% della tariffa a parola. Solo nel caso in cui si è veramente certi della affidabilità della memoria si concorda di non pagare le ripetizioni in quanto il traduttore non le deve nemmeno guardare.
Oltre all’importazione di memorie di traduzione usate precedentemente, è possibile creare delle memorie attraverso l’allineamento di testi L’allineamento è possibile quando si dispone di uno o più testi originali e di quelli corrispondenti tradotti. Questa è la seconda applicazione che praticamente tutti i CAT hanno in comune.
La terza applicazione in comune con tutti i CAT è quella relativa alla gestione della terminologia e dei glossari. Tutti i CAT presi in esame offrono quest’opportunità. Molto spesso, come per esempio nel caso di MultiTerm di Trados, queste applicazioni possono gestire più lingue. Si possono anche personalizzare i campi che descrivono il termine. I campi non sono predefiniti questo rende la gestione del Termbase estremamente duttile e personalizzabile. È possibile aggiungere quindi qualsiasi elemento si ritenga utile dalla definizione, sino a eventuali immagini.
Oltre a questi aspetti legati all’attività della traduzione i CAT vengono impiegati molto spesso perché permettono la gestione di file in formati diversi da quelli del pacchetto Office di Windows. Molto spesso, infatti, i CAT utilizzano degli Editor propri. Nel caso di Trados ad esempio è possibile si tradurre in ambiente Word oppure è possibile a gestire i file in TagEditor. Questo è un editor molto potente per file taggati appartenenti a programmi Microsoft Office e di (desktop publishing) DTP.

(esempio di file html aperto con TagEditor: in blu il segmento source e in verde quello target con la traduzione).

TagEditor agevola la traduzione del testo presente in file scritti in un linguaggio codificato come HTML, XML, etc. ma, anche file esportati provenienti da programmi di grafica come InDesign, Quark Xpress, Frame Maker, PageMaker… Questo sicuramente è una delle carte in più che ha reso possibile una diffusione enorme del programma. È anche uno dei motivi per cui nella società in cui lavoro è utilizzato praticamente per quasi tutti i lavori. Utilizzando TagEditor il traduttore lavora solamente sugli elementi testuali lasciando intatte le stringhe di codice che si riferiscono al linguaggio in cui è scritta la pagina (chiamate tag).
TagEditor protegge tutti i tag in modo da evitare di cancellarli o modificarli accidentalmente. Sia i file esportati o estratti da programmi di grafica o di file html contengono, infatti, tag ossia dei codici che dicono “cosa è cosa”. Giusto per dare degli esempi, per quello che riguarda di solito i file esportati da programmi DTP, vi sono di solito presenti tag interni. I tag interni ossia codici che sono all’interno della frase riguardano di solito informazioni sulla semplice formattazione che spesso subisce cambiamenti durante la traduzione. Altri esempi di file interni sono i font da utilizzare, o anche simboli o istruzioni per accenti su caratteri speciali. I file esterni che di solito si trovano tra un paragrafo e l’altro contengono invece informazioni riguardanti proprio le caratteristiche dei paragrafi e gli stili.
TagEditor permette anche due tipi di verifica ortografica: WinterTree o quella analoga di Microsoft Word (è consigliabile la prima). La barra degli strumenti, il menu e i comandi abbreviati sono gli stessi che si utilizzano quando si traduce un documento in Word e con Trados Workbench. La sua interfaccia plug-in rende facile l’aggiunta di opzioni o comandi nuovi o personalizzati. È possibile personalizzare alcune opzioni e visualizzazioni (per esempio quella dei TAG). È possibile (drag and drop) lavorare direttamente in TagEditor documenti presi da Windows Explorer. Molte funzioni utili e fondamentali come “trova” e “sostituisci”, “annulla” sono disponibili. È permessa anche la traduzione di più documenti alla volta. TagEditor è basato sullo standard UNICODE™. In pratica supporta tutte le combinazioni linguistiche che si possono utilizzare con Workbench: tutte le lingue asiatiche, quelle bidirezionali (Arabo ed ebraico), le lingue dell’est, il Greco, l’hindi e le lingue di ceppo indiano. TagEditor e Workbench possono interagire tutti e due con MultiTerm.
Nel caso di Across invece è possibile lavorare solo direttamente con l’editor del programma. I file rtf, txt, html e xml sono completamente supportati, ma è anche possibile la gestione di file INX (formato esportato di InDesign), XTG (formato esportato di Xpress), MSI (windows installer) INI (file di configurazione). I file durante la lavorazione vengono convertiti temporaneamente in formato XML e HTML (per XTG) e a fine traduzione una volta approvati (opzione Check out finale) riconvertiti nel formato originale. Nell’ultima versione ormai è possibile salvare il formattazione, campi, caratteri speciali ecc… A differenza di Trados dove viene agevolata l’attività di impaginazione in Across viene del tutto saltata.
A differenza di un semplice CAT Across punta a integrare tutte le attività gestionali alla base dei progetti di traduzione e gli strumenti per la creazione e gestione delle memorie di traduzione e dei database terminologici all’interno di un unico processo. Tale processo prevede la presenza attiva non solo del PM e del traduttore ma, può anche coinvolgere direttamente il cliente e ovviamente tutta una serie di figure aggiunte di cui può necessitare un progetto (revisore per es.). Gli attori coinvolti possono essere sia interni che esterni. È permessa molta libertà nella creazione del progetto. In Across è possibile fare analisi, inserire già le tempistiche del progetto e delle singole attività che lo compongono, ovviamente chi le eseguirà e tutte queste cose sono riassunte attraverso report personalizzabili. Ha quindi caratteristiche gestionali assenti negli altri CAT. Ogni singolo utente deve disporre di Across sul proprio PC e attraverso l'ambiente Across il progetto viaggia da una persona all'altra. Il creatore del progetto dispone di una versione particolare del software che prevede anche l'appoggio a un vero e proprio server mentre, per es. una figura che svolge un ruolo temporaneo come il traduttore necessita solo dell'installazione del programma.
Una particolare opzione permette di inserire in maniera automatica le ripetizioni. I progetti possono essere inviati a un singolo utente con una specifica attività (CrossGRid Classic). CrossGrid Extension permette anche di inviare a uno o più utenti singoli passaggi (uno o più di uno). Continua...

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