IL PASSAGGIO DI INFORMAZIONI
Il PM, una volta avviato il progetto, si occupa dello smistamento del materiale ai vari collaboratori, del passaggio del materiale da un’attività a quella successiva. Si interfaccia con tutti i fornitori e con il cliente. Nel caso poi di problemi o più semplicemente di dubbi deve fare in modo di risolverli e nel caso di fare da tramite.
L’attività che quindi occupa gran parte della giornata del project manager è la comunicazione tra tutti i soggetti coinvolti nel progetto.
Nel caso delle localizzazioni è auspicabile che il PM invii a ogni fornitore una chiara lettera d’incarico con la descrizione del progetto, nome e numero del progetto (per la fattura), data di consegna dell’attività, conteggio o più semplicemente il compenso per l’attività e le istruzioni da seguire. Come avrò modo poi di spiegare più avanti, nel mio caso, ogni lavoro viene inviato con un modulo ufficiale della società che racchiude proprio tutte queste informazioni.
Il PM, in questi progetti, non può occuparsi ovviamente solo dei fornitori ed è bene che tenga sempre i contatti con il cliente . A seconda del tipo di progetto, dalla sua durata, e del rapporto che si instaura si possono scegliere vari modi per tenere il contatto col cliente. Si può andare dalla semplice telefonata di aggiornamento della situazione, a vere e proprie relazioni scritte periodiche che facciano il punto sull’avanzamento lavori.
LA TRADUZIONE E LO STILE NEL PROGETTO DI LOCALIZZAZIONE
Prendendo spunto da quella che è la mia esperienza di lavoro e dalla consultazione di articoli specializzati e nei testi di Luigi Muzii e di John Harris e Ryan McCormack, già citati, e anche dalla guida “A Practical Guide to Localization”, proverò a tracciare delle linee guida per ottenere una buona localizzazione.
Per raggiungere un ottimo risultato, come ho detto, avere un chiaro quadro generale dell'argomento di cui si traduce è il primo punto di partenza e ovviamente anche la qualità del testo in lingua sorgente può influenzare la traduzione. Tra i compiti del PM, nel caso con l'aiuto dei traduttori, è di analizzare bene il testo sorgente e nel caso di fare presente soprattutto eventuali lacune ed errori.
Un altro punto da chiarire è capire bene qual è il pubblico a cui il testo si rivolge. Questa regola vale per ogni testo che si traduce e nella localizzazione diventa ancora più importante visto che si deve adattare il contenuto di un testo a una precisa realtà locale.
La terminologia da utilizzare è un'altra questione da affrontare a inizio progetto. Materiale di riferimento, memorie di traduzione o glossari sono ovviamente la base da cui partire per affrontare questo ostacolo. L'utilizzo poi di CAT durante la traduzione agevolerà anche i traduttori a garantire la massima coerenza nella terminologia utilizzata.
Provo ora a tracciare alcune linee guida generali per la localizzazione da inglese a italiano.
In generale, quasi sempre la lingua sorgente di un progetto di localizzazione è l’inglese. I primi software siti sono nati negli Stati Uniti e nei paesi anglofoni e comunque ormai anche i prodotti che nascono in altri luoghi tendono a essere di madrelingua inglese, anche se, come ho detto, bisogna fare i conti con la qualità della lingua madre.
Tra le prime regole stilistiche da seguire per una localizzazione da inglese a italiano c'è sicuramente quella di cercare di rendere italiana la forma. In inglese di solito i concetti vengono espressi con frasi brevi e pochissime frasi subordinate. Traducendo troppo attaccati al testo, il risultato può suonare un po' come una lista della spesa e comunque avrà il sapore della forma originale che risulterà comunque un po’ strano per un italiano.
Inoltre in inglese a volte si usano espressioni molto colloquiali che magari non vanno tradotte letteralmente. L’uso dei pronomi personali va controllato. In inglese davanti a ogni nome o quasi si mette il possessivo (d’altronde è una regola grammaticale) in italiano non c’è quest’obbligo, anzi, si appesantisce il testo.
Molto spesso poi in questi testi ci sono termini che in italiano non vengono tradotti o che il cliente non vuole tradurre. Inutile che mi soffermi sulla mania di importare parole straniere soprattutto in inglese e nel campo per esempio dell’informatica. In ogni caso pur lasciandoli in inglese bisogna stare attenti a scriverli in maniera corretta. Spesso questi termini in originale sono al plurale e in italiano vengono poi scritti in maniera identica, commettendo un errore. Per questo motivo è bene a volte, stilare un elenco o almeno mettersi d’accordo col cliente su come comportarsi con queste espressioni. Anche il rischio di calchi è notevole e va il più possibile scongiurato, almeno se si vuole ottenere un testo scritto bene.
Il tono può essere più o meno colloquiale. Molto dipende dal testo e dal pubblico a cui ci si rivolge. Ci sono testi che si riferiscono solo a operatori del settore e altri rivolti a un più vasto pubblico. In inglese poi si usa la stessa forma che in italiano può essere resa col Tu, col Voi, con il Lei e a volte anche con l’infinito.
L’infinito è spesso usato per tradurre le istruzioni di un software ed evita spesso di complicarsi la vita, tuttavia basta pensare alla barra degli strumenti di Word e si vede subito che non questa non può essere una regola generale e che quindi è un altro punto su cui chiarirsi col cliente. Nei testi dei siti, poi, ad esempio, magari di società è la società il soggetto principale e questo anche in italiano può essere reso con la terza persona singolare, ma, può anche essere tradotto con la prima persona plurale per cercare di dare l’idea di una grande realtà in cui tutti cooperano insieme.
In inglese poi il soggetto deve essere sempre specificato e non è un grandissimo problema se si ripete molte volte lo stesso termine, in italiano si dovrebbe optare per cercare di trovare sinonimi e a volte di sottintendere il soggetto.
Molta attenzione poi bisogna prestare ai nomi di prodotti, ecc, coperti da copyright in modo da riportarli in italiano in maniera corretta.
Nella localizzazione di testi che paragonano prodotti con altri simili anche l’uso dei comparativi e dei superlativi può essere un elemento da non sottovalutare. A volte infatti non è permessa la pubblicità comparativa. Anche gli slogan e altre "frasi fatte" possono avere già delle traduzioni ufficiali.
Molto spesso poi ci sono immagini, schermate, videate che non vanno tradotte o magari sono già state localizzate o il cui contenuto ha già una traduzione ufficiale. Anche questo particolare va quindi chiesto al cliente. A volte poi, si può anche decidere di procedere con una proposta di traduzione di questi testi che il cliente verificherà e che dopo sua approvazione permetterà di localizzare videate e schermate.
Un altro elemento che si può verificare è l'uso dei trattini che, per esempio, in inglese sono più frequenti che in italiano.
Ricordarsi sempre poi di verificare poi a fine traduzione l’uso delle preposizioni. Banale ma, molto spesso, anche leggendo testi su internet, s'incontrano preposizioni usate in maniera errata.
Anche l’uso delle parentesi e degli spazi a volte può cambiare da lingua a lingua.
Le cifre e in particolare la scrittura delle migliaia e dei numeri decimali.
Punteggiatura, uso delle virgolette, delle maiuscole, delle parentesi, ecc. sono altri elementi da curare.
Abbreviazioni e acronimi vanno sempre verificati in modo da tradurli correttamente. Infatti, possono cambiare leggermente da una lingua all'altra e, per esempio, in inglese vengono quasi sempre scritti con il punto dopo ogni lettera in italiano invece si tende a scrivere le sigle senza punti e a leggere come una parola unica:
U.S.
USA
Anche la trasposizione delle date, dei mesi e dei giorni e delle ore per esempio va eseguita con attenzione.
Così come nel caso delle unità di misura bisogna verificare la compatibilità dei dati, indicare una misura in pollici non ha quasi mai senso in italiano a meno che non si parli di uno schermo. Nel caso in cui si concordi poi di convertire le cifre è bene stabilire bene l’unità di conversione e per esempio in alcuni casi è utile stabilire fino a quale decimale riportare la conversione. Parlando di cifre ricordarsi che la virgola in inglese serve per indicare le migliaia e il punto i decimali: esattamente il contrario dell’italiano.
SELEZIONE DELLE RISORSE
La selezione dei traduttori da coinvolgere è un altro momento molto importante. Sebbene credo venga subito in mente di come ci si possa sbizzarrire a trovare il traduttore adatto per ciascun testo devo segnalare che è forse l'attività dove incontro maggiori vincoli. Infatti, la scelta è severamente dettata da alcuni fattori che il Project Manager non può ignorare: il budget a disposizione e la data di consegna. Raramente si ha mano libera su tutti e due. Si può considerare fortunato un progetto che lasci mano libera su uno di questi due elementi. Il terzo criterio di scelta è ovviamente l'argomento del documento da tradurre. Il programma gestionale (vedi capitolo 4) che utilizziamo in Soget permette di effettuare la ricerca di traduttori qualificati (e monitorati) per combinazione linguistica, specializzazione e tariffa. Questo ci agevola molto nell'individuazione rapida del traduttore adatto da coinvolgere con il quale non sarà necessario intraprendere una trattativa lunga visto che quasi tutto è già concordato. Basterà solo avere la conferma che possa eseguire il lavoro nei tempi indicati. Continua...